Trekking in Abruzzo, alla ricerca dell’orso marsicano

Non c’è nulla di meglio, in una calda estate, di un trekking in Abruzzo! Perché ve lo dico? Lo capirete più avanti ma posso anticiparvi che questa è stata una delle esperienze più belle della mia vita: mi sono emozionata e ho visto un tramonto a dir poco incantevole con la mia dolce metà.

Amo la natura, amo quella sensazione di pace e armonia col mondo che riesco a sentire quando non c’è caos, sono sempre alla ricerca di esperienze, sfido sempre un mio limite per superarlo e, se non ci riesco, ci riprovo.

Un trekking organizzato in Abruzzo

Ogni mercoledì e domenica di agosto c’è una escursione organizzata dalla Betulla, che si sviluppa in parte di sera, allo scopo di avvistare l’orso marsicano. Il ritrovo per i partecipanti è proprio alla Betulla in via Nazionale a Civitella Alfedena alle ore 15! Noi eravamo arrivati un pochino in ritardo per colpa del navigatore ma nulla di irrimediabile: erano ancora nel bel mezzo della spiegazione!

In epoca Covid una spiegazione sul comportamento corretto da tenere è ancora più importante, una distanza da tenere tra i partecipanti non appartenenti allo stesso nucleo familiare di 2 metri. Ovviamente tutti erano con la propria macchina proprio per evitare situazioni a rischio!

Le informazioni essenziali per il vostro trekking in Abruzzo

Dopo aver incontrato le guide, nel nostro caso Pietro e Simone, si torna alla macchina e si va in direzione Pescasseroli, in località Capovallebona. Per evitare di perdersi, si procede tutti insieme in fila… sembra quasi una carovana! Una volta arrivati al punto di ritrovo, il cellulare inizierà a perdere linea: lungo il sentiero per Fossa Perrone/ Sorgente Puzza smetterà definitivamente di avere segnale!

Costo del trekking in Abruzzo per vedere l’orso

Con soli 30 euro, oltre al trekking guidato, avrete la possibilità di consumare una cena al sacco con panini ripieni di formaggio e salume tipico del territorio abruzzese. Erano veramente buonissimi! Per chi non volesse cenare è possibile prenotare la sola escursione al costo di 23 euro a persona mentre i bambini fino all’età di 10 anni sono gratis.

trekking Abruzzo, osservatori
foto di Pietro- la Betulla

La discesa avverrà intorno alle ore 21, con il solo uso delle torce, non abbiate timore… se ci sono riuscita io sicuramente per voi non sarà un problema!

Attrezzatura da portare con sè

Se avete un binocolo portatelo con voi, l’orso lo vedrete a debita distanza! Se non l’avete, fatelo presente al momento della prenotazione perché ve ne forniranno uno loro.

L’abbigliamento deve essere adeguato: bastoncini e scarponi da montagna in primis senza dimenticare uno zaino e una mantella in caso di pioggia. Noi col tempo siamo stati davvero fortunati ma una torcia frontale vi sarà utile per la discesa, dato che sarete al buio completo.

Come prenotare il vostro trekking in Abruzzo per vedere l’orso marsicano

Per la prenotazione e avere informazioni ulteriori potete contattarli via telefono o mail 335/8053489 – escursioni@labetullaonline.com

L’orso marsicano: conosciamolo meglio

L’orso marsicano è un plantigrado, chiamato così perché va ad appoggiare l’intera pianta del piede proprio come la razza umana. Se avvisterete un orso noterete la sua andatura tendente al goffo ma non fatevi ingannare: in realtà può correre velocemente e arrampicarsi sugli alberi.

L’orso ha un udito e un olfatto molto sviluppati, caratteristiche che lo aiutano nella ricerca di cibo, individuato anche a km di distanza. La vista invece non è così sviluppata, in questo momento mi sento un pochino orso vista la mia miopia, ma questa è un’altra storia!

Sicuramente vi interesserà sapere che la lunghezza del suo corpo può arrivare anche a 2 metri mentre il peso varia per i maschi tra i 140 e i 250 kg, per le fammine tra gli 80 e i 180 kg.

Cosa mangia l’orso marsicano

L’orso marsicano si nutre per l’80% di vegetali e per il 20% di insetti e carcasse di animali, praticamente vegetariano. Pensate che in estate l’orso tende a mangiare molta frutta, come fragole, ciliegie e bacche di ramno. Sono proprio queste bacche a trovarsi nella zona del nostro trekking e per questo l’escursione si svolge qui, in zona Pescasseroli.

In autunno invece l’orso marsicano è nel periodo di iperfagia: è alla continua ricerca di cibi con un elevato apporto calorico per avere il giusto grasso e superare l’inverno e magari portare a termine una gravidanza.

L’orso marsicano è ghiotto di faggiola, il frutto dell’albero di Faggio e deve attendere le stagioni di pasciona per trovarlo. Ringrazio Simone per averci spiegato queste curiosità.

Il periodo degli amori

È il periodo compreso tra maggio e giugno quello in cui gli esemplari maschi di orso marsicano compiono grandi spostamenti alla ricerca di femmine con cui accoppiarsi. Dopo le fasi iniziali di sviluppo, l’ovulo fecondato si ferma in uno stato definito di diapausa embrionale.

Una sorta di strategia volta al successo riproduttivo: così facendo infatti la nascita avviene nei periodi migliori per garantire ai cuccioli la sopravvivenza, in base alle condizioni climatiche e alla disponibilità delle risorse.

Se la femmina di orso riesce ad accumulare uno strato idoneo di grasso, la gravidanza proseguirà in autunno e durante il periodo di letargo. Durante il periodo di letargo gli animali hanno una decrescita dei parametri vitali come respirazione e battito cardiaco e l’unica riserva di energia è lo strato di grasso che sono riusciti ad accumulare in precedenza.

Non bisogna però avvicinarsi perché l’orsa non è in un letargo assoluto e, se disturbata, potrebbe lasciare la tana e abbandonare i cuccioli. I piccoli appena nati dipendono completamente dalla loro mamma e il loro peso varia tra i 200 e i 500 grammi: inizialmente nutriti col latte materno, rimangono con la mamma per i primissimi anni di vita.

Durante questo periodo imparano il necessario per poter sopravvivere da soli, dalla ricerca del cibo al saper riconoscere e fuggire dai pericoli.

Dove vive l’orso marsicano

L’orso si sposta in base alla disponibiltà di cibo: in primavera è solito frequentare il fondovalle mentre in estate tende a stare più in alto, alla ricerca di piante erbacee e frutta selvatica. Essendo ghiotto di faggiola, in autunno frequenta la faggeta o i querceti per nutrirsi di ghiande.

Torniamo al trekking in Abruzzo, la mia esperienza

Il sentiero è alla portata di tutti e, nonostante la fatica ( derivante dalla rottura della rotula e relativo intervento dell’anno prima), riesco ad arrivare al primo punto di osservazione.

Simone, una delle due guide, mi vede in diffìcoltà e mi viene incontro chiedendomi se me la sento di arrivare al punto di osservazione successivo. Dopo un breve confronto con il mio compagno, decido di rimare lì. Sono troppo stanca fisicamente per proseguire!

Rimaniamo lì un paio d’ore e vediamo dei cervi in allerta, come se stesse arrivando qualcuno… è probabilmente l’orso! Purtroppo non riusciamo a vederlo, forse è passato in una zona nascosta e nemmeno il nostro binocolo riesce a trovarlo! Pazienza, penso io.

L’ora del tramonto è la più bella: il sole inizia a calare e io mi lascio avvolgere da un caldo abbraccio e rapire dall’emozione. Sono riuscita dove non pensavo e mi godo le luci cambiare. Non ho visto l’orso purtroppo ma sento la felicità invadere il mio corpo, quasi ad esplodere.

La discesa

Dopo la cena al sacco l’altra parte del gruppo, che nel frattempo aveva raggiunto il secondo punto di osservazione ed era anche tornata indietro in un clima di festa per aver visto l’orso, si unisce a noi!

Siamo pronti per la discesa, ognuno con la sua torcia frontale: io non sono così sicura di voler affrontare la discesa al buio ma mi arrendo al dover per forza tornare alla macchina!

Le due soste decise da Pietro, come sentirsi parte della natura

Durante il percorso di rientro Pietro ci fa fermare in mezzo al bosco e imita il verso dell’allocco, dall’altra parte non risponde nessuno… forse l’allocco dormiva o forse non aveva voglia di rispondere! Siamo tutti a cellulare spento, avvolti dal silenzio e dal suono della natura, vorrei commuovermi ma mi trattengo.

Trekking Abruzzo, cielo stellato
foto fornita da Pietro- la Betulla

Faremo un’altra sosta, ad osservare le stelle: c’è chi usa il telefono per individuare le stelle nel cielo ma io mi limito ad osservare, coinvolta in un momento di magia che non riesco a descrivere. Sono avvolta in una coperta fatta di cielo e universo e non vorrei più andare a dormire, sono felice e sogno ad occhi aperti.

È un Abruzzo diverso da quello che ho visto fino ad ora ed è pura magia! Voi la fareste una esperienza così? Se volete scoprire altri posti o esperienze da vivere in Abruzzo vi lascio il mio articolo su Scanno, quello sulle Grotte di Stiffe e il mio racconto di Campo Imperatore.

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Questo articolo ha 4 commenti.

  1. SELENA

    Mi piacerebbe moltissimo fare un’esperienza del genere, anche perché non ho mai visto un orso dal vivo! Grazie per tutte le informazioni utili 😊

    1. Becky

      Ti auguro di poterlo organizzare quanto prima! Le guide poi sapranno farti vivere una bellissima esperienza a contatto con la natura!

  2. Chris

    Recensione spettacolare bravissima!!!

    1. Becky

      Grazie mille Chris, troppo gentile! L’orso marsicano ti aspetta il prossimo anno!

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Rebecca Depietri

Sono Becky, sempre pronta a partire nei weekend! Sono alla ricerca costante dell'insolito durante il viaggio e amo perdermi! Sono una sostenitrice del concetto che, la mappa, non sia sempre un "salvavita"! Sono una inguaribile romantica e sognatrice e cerco di vedere le sfumature in ogni cosa!

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