Le maschere di Carnevale della tradizione italiana

Tra le feste italiane più tradizionali spicca per importanza e bellezza il Carnevale. Vi siete mai chiesti quali sono le maschere di Carnevale più famose d’Italia?

In questo articolo vi guido in una giro d’Italia da Nord a Sud fra le maschere di Carnevale più famose e anche fra qualcuna meno conosciuta.

Prima di partire però, è bene iniziare con un po’ di storia.

Le maschere di Carnevale nacquero nel Cinquecento come maschere teatrali per la Commedia dell’Arte.

Gli attori impersonavano sempre gli stessi soggetti: l’imbroglione, il servo astuto, il cavaliere galante, l’avaro.

Erano generalmente opere teatrali all’aperto e si diffusero in tutta Italia e in Europa.

A partire da allora, le maschere di Carnevale sono entrare nelle nostre vite e, ammettiamolo, tutti almeno una volta nella vita hanno sognato di essere Arlecchino, Pulcinella o Capitan Spaventa.

Le maschere di Carnevale del Nord Italia: Capitan Spaventa, Arlecchino e Colombina

Non si può parlare delle maschere di Carnevale del Nord Italia, senza citarne almeno una di Venezia, la città italiana conosciuta in tutto il mondo proprio per le sue maschere.

maschera veneziana

Tra le maschere veneziane, la più bella è la civettuola dama di compagnia Colombina, un po’ bugiarda ed estremamente fedele alla sua padrona Rosaura.

maschere di Carnevale: Colombina

Colombina è da sempre innamorata del bergamasco Arlecchino.

maschera di Arlecchino

Il suo nome deriva dagli Herlequins, i diavoletti buffoni delle rappresentazioni medievali francesi.

Il suo animo buono e generoso si riflette nel suo vestito coloratissimo, sempre pronto a mettere allegria.

Ci spostiamo in Liguria per conoscere Capitan Spaventa, o Fracassa, o Scaramuccia.

Il valido capitano ligure che in realtà è coraggioso solo a parole e molto fifone nei fatti.

Le maschere del centro Italia: il romano Rugantino e l’abruzzese Frappiglia

La Capitale è la casa di Rugantino, romantico cantastorie che maschera la sua dolcezza comportandosi da ragazzo arrogante e strafottente.

Lo chiamano “er bullo de’ Trastevere, svelto co’ le parole  e cor coltello” e il suo nome deriva da ruganza, parola che in romanesco significa arroganza.

Ha un fazzoletto al collo; indossa gilet e giacca di color rosso; calza  scarpe con grandi fibbie e porta un cappello a due punte.

Tra le maschere di Carnevale della tradizione italiana si fa strada anche il meno conosciuto Frappiglia, che riuscì ad ingannare persino il diavolo, ma che ancora porta i segni del suo viaggio all’inferno.

In realtà è solo un contadino abruzzese il cui elemento caratterizzante è un bastone scaccia guai regalatogli da Sant’Antonio abate

Al Sud Italia, tra Pulcinella, Giangurgolo e Farinella

Se Venezia è la regina del Carnevale italiano, Napoli è la regina delle maschere.

Pulcinella è senza dubbio una delle maschere di Carnevale più conosciute al mondo.

Ormai è uno dei simboli della stessa Napoli e nel suo animo rappresenta tutti i pregi di questa meravigliosa città.

Pulcinella è spontaneo, allegro, generoso, sempre affamato, gran chiacchierone e non riesce a mantenere un segreto.

Indossa un camicione bianco con larghi pantaloni bianchi, un cappuccio bianco in testa e una grossa maschera nera sul viso, che copre anche il naso ricurvo.

In Calabria il principe del Carnevale è Giangurgolo.

Il suo nome significa “Giovanni dalla gola piena”, perché ha sempre fame. 

Farebbe di tutto pur di scroccare del cibo, anche se in fin dei conti è semplicemente un fifone, naso adunco e voce stridula.

In Puglia il Carnevale più famoso è quello di Putignano (BA) e la maschera che lo rappresenta è quella di Farinella, simpatico giullare colorato.

maschere di carnevale a Putignano

Il suo nome è preso in prestito dal piatto simbolo della cucina putignanese: una farina finissima, ricavata da ceci e orzo prima abbrustoliti poi ridotti in polvere dentro piccoli mortai di pietra.

Allegro e scanzonato, con quegli occhi beffardi e il sorriso ironico riassume il carattere dei putignanesi: provocatori, ironici, innamorati della vita, del buon bere e del godere a tavola. 

Per scoprire altre tradizioni seguite la mia rubrica!

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Rebecca Depietri

Sono Becky, sempre pronta a partire nei weekend! Sono alla ricerca costante dell'insolito durante il viaggio e amo perdermi! Sono una sostenitrice del concetto che, la mappa, non sia sempre un "salvavita"! Sono una inguaribile romantica e sognatrice e cerco di vedere le sfumature in ogni cosa!

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