Cosa vedere a Spoleto: uno dei paesi più belli in Italia

Aprire il libro dei ricordi: uno dei viaggi italiani che più mi sono rimasti nel cuore. Per questo ho deciso di scrivere un articolo su cosa vedere a Spoleto, sono già emozionata all’idea di parlare di questo bellissimo paese umbro.

Qui arte e natura si sono unite per regalare al viaggiatore qualche giorno indimenticabile. Il tempo sembra essersi fermato e il verde che la circonda regala un senso di pace difficile da trovare altrove.

Questa pandemia ci ha fatto capire ancora di più il significato della parola “libertà” , se poi la abbiniamo al viaggio possiamo facilmente intuire quanto sia importante potersi spostare liberamente per dar spazio alla nostra curiosità, da veri viaggiatori.

Cosa vedere a Spoleto: il ponte delle Torri e la Rocca Albornoziana

Il ponte

È un ponte a dieci arcate che si dice essere stato costruito nel duecento, sui resti di un antico acquedotto romano. Il suo nome deriva dalle “torri in pietra” poste ai suoi lati. Il ponte collega il Colle Sant’Elia (il punto più alto della città) a Monteluco.

Ciò che mi è rimasto impresso, è sicuramente la vista panoramica di cui si può godere! Consigliatissimo per un tramonto con la propria metà!

Dal ponte potrete ammirare la Rocca Albornoziana, un altro gioiello di Spoleto! Io soffro l’altezza in generale ma questo ponte sono riuscita ad attraversarlo senza particolari problemi, complice la giovane età forse? Per rispondere a questa domanda dovrei ritornare a Spoleto e spero di farlo molto presto! Vi terrò aggiornati!

La Rocca Albornoziana

È stata edificata nel XIV° secolo e prende il nome dal cardinale spagnolo Egidio Albornoz, incaricato dal Papa Innocenzo di erigere una rocca sul colle Sant’Elia. La funzione della Rocca era quella di ristabilire l’autorità del Pontefice. È stato l’architetto Da Gubbio a dirigere i lavori di costruzione della Rocca e pensate che, al suo interno, c’erano dei bellissimi affreschi che però sono andati “persi” con la trasformazione della Rocca in un carcere, fino al 1982.

Rocca Albornoziana

La cattedrale di Santa Maria Assunta a Spoleto

È stata edificata nel XII° secolo e la facciata è formata da blocchi in pietra, accanto c’è la torre campanaria a pianta quadrata. Nella parte alta della facciata potrete ammirare tre rosoni e tre nicchie e , in quella centrale, trova spazio un mosaico con il Cristo in trono tra San Giovanni Evangelista e la Madonna.

cosa vedere a Spoleto: Duomo

Quello che ricordo ancora, data la sua bellezza, è il portico in stile rinascimentale: vi consiglio anche la visita all’interno del Duomo in stile barocco!

Spoleto e Don Matteo: impossibile resistere

Spoleto è ancora più amata per essere luogo protagonista della celebre serie “Don Matteo” : io che ho guardato tutte le puntate sin dalla prima serie non potevo che amare ogni singolo angolo di questo paese! Alzi la mano chi è come me!

Come dimenticare i giri in bicicletta di Don Matteo tra i vicoli di Spoleto: grazie alla Spoleto Card potrete partecipare a una vera e propria visita guidata tra i luoghi che hanno reso celebre questa fortunata serie televisiva. Siete pronti?

Centro di Spoleto

Potreste iniziare dal Duomo che ospita la canonica, la caserma dei carabinieri e il parlatorio e dirigervi poi verso palazzo Bufalini dove sono state girate le riprese esterne della caserma dei carabinieri.

Se poi amate Cecchini quanto lo amo io, non potete non andare in via Fontesca: qui si trovano le case di Cecchini e del Capitano Tommasi! Io so che adesso state pensando ” beh, non ci ha ancora detto dove si trova la chiesa di Don Matteo!”.

Devo ammettere che vi ho fatto attendere qualche minuto, abbiate pazienza: è la Basilica di Sant’Eufemia all’interno del palazzo Vescovile. Poco più in là troverete il Teatro Caio Melisso dove è stato realizzato il parlatorio del carcere.

Se invece volete sapere dove hanno luogo le passeggiate tra Don Matteo e il suo amico Cecchini e i suoi giri in bicicletta allora non mi resta che dirvi queste vie: Corso Garibaldi, via delle Mure, via dell’Arringo, Vicolo della Basilica e via di Visiale.

Cosa vedere a Spoleto: il teatro romano

Simbolo della Spoleto romana, nel 1395 è diventato chiostro di un monastero benedettino. Ad oggi viene utilizzato per ospitare balletti o spettacoli e si trova nel luogo dove c’è anche il Museo Archeologico Statale.

cosa vedere a Spoleto: il teatro Romano

Il teatro è collocato tra le mura cittadine e il suo diametro è di una settantina di metri. Consigliatissima la visita, un luogo di grande fascino in abbinamento al Museo Archeologico.

Un ristorante imperdibile: Il Tempio del Gusto

Ci sono stata anni fa, attratta dal nome e devo dire che ci tornerei anche domani: il Tempio del Gusto è stata una vera e propria esperienza sensoriale e la consiglio a tutti gli amanti della buona forchetta, come sono io!

Non sarà la risposta a cosa vedere a Spoleto ma sicuramente lo è alla domanda cosa mangiare a Spoleto! Il ristorante, che sorge in pieno centro storico , propone piatti della tradizione umbra ripensati in ottica moderna e ricercata.

Se vi dicessi che ricordo quello che ho mangiato mentirei: troppi sono gli anni passati e la mia memoria non è così buona purtroppo ma il ricordo che custodisco è di una vera propria esperienza culinaria! A proposito di ricordi, per renderli più attuali e scoprire qualcosa in più potete consultare il loro sito.

Quando andrete a Spoleto, fatemi sapere cosa avrete mangiato o, ancor meglio, degustato.

Cosa vedere a Spoleto: i dintorni

Spello

Qui parliamo di borghi e che borgo! È conosciuto per l’infiorata: in occasione del Corpus Domini, il borgo si riempie di composizioni floreali che per me sono una forma vera e propria d’arte.

Spello è annoverato tra i borghi più belli d’Italia ed è affascinante in qualunque periodo dell’anno: tre sono le porte all’interno delle sue mura romane ancora in perfetto stato!

Nel borgo vi consiglio la visita alla Chiesa di Santa Maria Maggiore in cui sono presenti gli affreschi del Pinturicchio e alla Casa Romana, risalente al I° secolo d.c. È una abitazione signorile risalente all’età imperiale al cui interno sono ancora visibili alcuni mosaici bellissimi.

Pensate che nell’atrio si trova l’impluvium ossia una grande vasca che aveva la funzione di raccolta dell’acqua piovana. Intorno all’atrio c’erano varie stanze ma la più importante era il Tablinum che era il luogo in cui il padrone di casa svolgeva i suoi affari e le funzioni di rappresentanza.

Dopo tutto questo camminare immagino che vi verrà fame: questa volta vi consiglierò un piatto tipico e non un ristorante! Provate i gnocchi di patate rosse di Colfiorito conditi al ragù d’oca e i piatti a base di legumi (apprezzerete i piatti a base di ceci di Spello e di cicerchie)! Buon appetito signori!

Cosa vedere a Spoleto: Spello di vicolo in vicolo

Sistema Museo organizza un vero e proprio trekking urbano in cui potrete ammirare i vicoli del bel borgo, arricchiti da un patrimonio culturale e architettonico degno di nota, oltre ai punti panoramici.

La visita guidata parte alla domenica mattina alle 11.30 e ha una durata di circa un’ora e mezza.

Fonti del Clitunno

“Hai mai veduto le Fonti del Clitunno? Se non ancora, e credo di no, altrimenti me ne avresti parlato, valle a vedere. Io l’ho viste da poco e mi rammarico di averlo fatto troppo tardi”

Plinio il Giovane, I° secolo d.C, lettera a Romano

Sono le sorgenti sotterranee ad aver dato origine alle fonti del Clitunno: l’area del parco si estende per più o meno 10.000 mq e qui è presente anche un laghetto di un bellissimo color smeraldo, abitato da anatre e cigni. Io non ci sono stata ma ne ho sentito parlare molto bene quindi mi sento proprio di consigliarvele!

cosa vedere a Spoleto: i dintorni, Fonti del Clitunno

Pittori, scrittori e poeti ne hanno tratto ispirazione e la bellezza del luogo ha ispirato leggende varie. Vi voglio raccontare quella di Virgilio, secondo il quale dei buoi sarebbero diventati ancora più candidi dopo una permanenza in acqua.

Le sorgenti sono tra le più grandi dell’Umbria, nonostante il forte terremoto del 440 d. C che modificò radicalmente l’area: dovete inoltre sapere che il laghetto deve la sua “nascita” al Conte Campello della Spina, in un periodo compreso tra il 1860 e il 1865. Il conte piantò pioppi e salici nell’area circostante.

È un luogo ideale per passeggiate e per trovare un angolo di relax che non guasta mai. Pensate che Giosuè Carducci dedicò a questo luogo l’ode “Alle Fonti del Clitumno” (inserita nella raccolta delle Odi barbare) e disse che il fiume era testimone di tre imperi: Etruschi, Romani e Umbri. Nel parco è presente una stele dedicata al Carducci e l’epigrafe incisa è di Ugo Ojetti.

“Salve, Umbria verde, e tu del puro fonte nume Clitumno! Sento in cuor l’antica patria e aleggiarmi su l’accesa fronte gl’ itali iddii.”

Giosuè Carducci nella sua Ode “Alle Fonti del Clitumno”

Informazioni utili

Le fonti si collocano nel paese di Campello sul Clitunno tra Spoleto e Foligno. Il biglietto di ingresso costa solo 3 euro e i bambini fino ai dieci anni entrano gratis. Ricordatevi di non portare con voi bevande o alimenti perché il loro consumo è vietato all’interno del parco.

Detto questo, vi auguro di meravigliarvi come ho fatto io a Spoleto! Se ci siete già stati e volete aggiungere qualche informazione all’itineraio che vi ho proposto, vi aspetto nei commenti!

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Rebecca Depietri

Sono Becky, sempre pronta a partire nei weekend! Sono alla ricerca costante dell'insolito durante il viaggio e amo perdermi! Sono una sostenitrice del concetto che, la mappa, non sia sempre un "salvavita"! Sono una inguaribile romantica e sognatrice e cerco di vedere le sfumature in ogni cosa!

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