Esplorando l’ Appennino reggiano, tra borghi e natura

Oggi ho deciso di portarvi con me tra le bellezze dell’ Appennino reggiano: sarà un viaggio tra borghi, castelli e natura. In periodi così, sento il bisogno di trascorrere qualche ora nella natura e mi sento molto fortunata ad avere posti così belli a un passo da casa. Veniamo ai posti più belli da vedere!

I laghi dell’ Appennino reggiano

Inizio subito a parlarvi di uno dei luoghi più belli che potete visitare in appennino: il Lago Calamone. Un lago che considero da sempre di una bellezza disarmante, è il mio posto del cuore e vi spiego subito il motivo: in autunno i suoi colori si mescolano per creare un paesaggio di rara bellezza.

Qualche settimana fa, ho deciso di tornarci: era una giornata di nebbia e il tempo non prometteva per niente bene ma, quando l’avventura chiama, io rispondo molto volentieri. Così, con i miei scarponcini, ho passeggiato lungo il breve sentiero in direzione lago.

La natura che sorprende

Quando sono arrivata, non riuscivo a vedere il lago per la nebbia. Io e il mio compagno abbiamo deciso di passeggiare tra gli alberi fino al rifugio a metà via. Ci siamo seduti su una panchina, in compagnia di una buonissima polenta al ragù e, ad un tratto, quella giornata che sembrava senza senso è diventata la gita più bella degli ultimi mesi!

La nebbia ha iniziato a diradarsi e i nostri occhi hanno potuto vedere mille sfumature di colori: l’autunno nella sua versione più bella. Per avere informazioni anche sui dintorni, vi rimando all’articolo dedicato al lago, vi metto il link qui!

Vi suggerisco una sosta polenta al rifugio, come ho fatto io! Niente di più bello che mangiare di fronte al lago oppure alla locanda, alla base del sentiero, per un pranzo meno rustico. Qui la mappa per arrivarci da Reggio Emilia.

Altro posto da non perdere è il lago della Bargetana, per il contesto naturale in cui sorge: partendo da Case di Civago e percorrendo il sentiero nel bosco di abeti e faggi, arriverete a questo bellissimo posto. Il sentiero da prendere è il CAI 605: si incontrano il rifugio Segheria dell’ Abetina Reale prima e il Battisti poi. Con un breve sentiero, seppur ripido, arriverete a destinazione.

La Casa del Tibet a Votigno di Canossa, l’Appennino reggiano che sorprende

Il borgo medievale, patrimonio storico dell’Appennino reggiano

A pochi chilometri dal Castello di Canossa, di cui vi parlerò più avanti, sorge questo piccolo e caratteristico borgo medievale. Intorno agli anni settanta un gruppo di volontari è riuscito a riportare il borgo allo spledore delle origini. Per la sua posizione strategica, era stato scelto come rifugio dai soldati della celebre Matilde di Canossa. La sua Torre aveva una funzione difensiva e permetteva di scorgere i nemici anche da lontano.

appennino reggiano: il borgo di Votigno di Canossa

È tra i borghi meglio conservati in Italia ed è diventato, grazie alla sua unicità, Patrimonio dell’Umanità dell’ Unesco.

Il borgo è conosciuto per le rievocazioni storiche che qui trovano spazio tra bellissimi edifici in pietra, per mostrare ai turisti la vita in epoca medievale, e per la Casa del Tibet, luogo pressoché unico in Italia.

Un centro culturale nato sotto gli auspici del Dalai Lama che mantiene la sua integrità dal lontano 1990.

La Casa del Tibet

La sua fondazione si fa risalire al medico reggiano Stefano Dallari e, al suo interno, si trovano spazi dedicati alla meditazione tra cui il Tempio tibetano e l’imperdibile Museo del Tibet. Un luogo di preghiera e meditazione e occasione di ritrovo visti i convegni che vengono qui organizzati.

Camminando per il borgo si osservano svariate statue del Buddha e una enorme scacchiera bianca e nera al centro della Piazzetta principale, le cui radici affondano nel terreno sottostante. Durante particolari eventi, la scacchiera prende vita e si tengono vere e proprie partite di Dama.

Il Museo del Tibet

È stato inaugurato proprio dal Dalai Lama nell’ottobre del 1990, peccato avessi solo tre anni e mezzo e non mi sia potuta vivere un evento di questa portata.

Data l’illustre presenza del Dalai Lama nella Casa del Tibet, si è deciso di raccogliere le foto della sua permanenza e alcuni oggetti religiosi in un “Gompa“, un piccolo Tempio.

Il Museo, aperto la domenica pomeriggio, racconta la cultura e la religione del Tibet attraverso oggetti originali che fanno rivivere la quotidianità e le tradizioni locali.

Casa del Tibet a Votigno in Appennino reggiano

Trova spazio anche l’ India di Mahatma Gandhi. Una sosta imperdibile se siete in cerca di un posto insolito, tra le colline reggiane.

Se desiderate prolungare la sosta in questo bellissimo borgo, potete soggiornare all’interno del loro Bed & Breakfast. Il valore aggiunto rispetto a un normale B&B sono le sale relax dedicate alla lettura e alla musica, per trovare la pace e il giusto distacco dalle tensioni della quotidianità.

I luoghi da non perdere in Appennino reggiano: le Terre Matildiche

L’appennino reggiano ha visto la presenza di Matilde di Canossa e del suo Regno: un dominio il cui centro nevralgico era Canossa e che ha lasciato preziose testimonianze che si sono conservate nei secoli.

Se visitate questa zona, non potete perdere una visita ai suoi bellissimi castelli.

Il Castello di Bianello

Il Castello di Bianello è una dimora storica perfettamente conservata: la sua storia si intreccia con le vicende di Matilde di Canossa. La Contessa infatti viveva a Bianello in pianta stabile e diede ospitalità a diversi personaggi illustri dell’epoca, tra cui Enrico V che venne a farle visita, dopo la sua incoronazione, per nominarla vicaria imperiale.

Il Castello è stato oggetto di diversi lavori di ampliamento nel corso degli anni, che l’hanno portato ad essere considerato una dimora aristocratica. Al suo interno è conservato un dipinto ad opera del pittore Ugolini, risalente al XIV° secolo, che raffigura Matilde di Canossa con in mano il fiore di melograno, simbolo della Chiesa, e la scritta “tuetur et unit”.

La visita al Castello si può effettuare solo con visita guidata e si possono portare i propri cani, purché di piccola o media taglia. La prossima volta ci porterò Aleksej, il mio yorshire, chissà se ne sarà felice. Ve lo saprò dire!

Il Castello di Rossena

E’ stato il bisnonno di Matilde ad edificare il Castello di Rossena intorno al 960, nato con il preciso scopo di difendere l’ancor più celebre Castello di Canossa, situato a breve distanza.

Pensate che, data la sua importanza, ha subito un’ importantissima opera di restauro nel 1999, ad opera dello Stato Italiano. Se volete vivere un’esperienza, che diventerà un ricordo da conservare gelosamente, potete pernottare all’interno dell’ostello.

Il Castello di Canossa

Ne vedrete i ruderi ma è la storia a darne la giusta importanza: qui, il 27 gennaio del 1077, Papa Gregorio VII ha revocato la scomunica all’Imperatore Enrico IV, sotto gli occhi della Contessa Matilde e dell’ abate Ugo di Cluny.

Il Castello delle Carpinete

Edificato per ospitare Re, Pontefici, Duchi e Imperatori che decidevano le sorti del nostro paese, è una fortezza perfettamente conservata che ho avuto il piacere di visitare nel mese di ottobre.

Un Castello davvero bellissimo e da cui godere una vista panoramica sulle dolci colline reggiane.

Io mi sono innamorata di questo posto, mi sono seduta a guardare in silenzio il paesaggio circostante e ho respirato quella libertà, di cui sento tanto la mancanza.

Se volete pranzare, appena dopo la salita, c’è proprio il ristorante e, a quanto mi è stato detto, si mangia molto bene.

@beckywanderlost

Vieni a vedere che vista! SEGUIMI SU IG: @beckywanderlost ##appenninoreggiano ##viaggiareItalia ##italiadavivere ##viaggiareinitalia

♬ UMA ROSA PRA MIM – Emilio Merone

Il sentiero di Matilde

Una serie di percorsi vi portano alla scoperta dei luoghi che sono stati sotto il dominio della Contessa Matilde di Canossa. Un sentiero che, nella sua versione classica, parte da Ciano d’Enza per arrivare a San Pellegrino in Alpe.

Vedrete borghi fortificati, castelli, pievi che contribuiscono a rendere il percorso ancora più suggestivo. Lungo il sentiero fermatevi in qualche ristorante tipico: assaggiate i cappelletti, prodotto tipico della zona, lo gnocco fritto e i salumi del territorio e, se volete accompagnare il vostro pranzo con un buon vino, scegliete il lambrusco!

Il sentiero di Matilde fa parte del progetto Cammini Storici Italiani, vi lascio il collegamento per trovare tutte le informazioni di cui potete aver bisogno.

La Pietra di Bismantova

Si trova nel comune di Castelnovo né Monti, ha una forma davvero particolare ed è il simbolo per eccellenza dell’Appennino reggiano, negli anni è diventata meta di escursionisti, soprattuto durante il weekend.

Io non ho mai provato a raggiungerne la sommità perchè soffro di vertigini ma è un’esperienza che mi piacerebbe fare almeno una volta nella vita, armata di coraggio e fiducia nelle mie capacità. Chissà se ci riuscirò mai!

Pietra di Bismantova

Intanto vi lascio le informazioni relative al percorso che porta alla sommità della Pietra , potrete leggere l’itinerario descritto in dettaglio. Spero vi sia utile per avere un’idea più precisa di come raggiungere la sommità.

Cosa vedere in Appennino reggiano: la Big Bench di Baiso

Dal parcheggio del Bar Castello di Baiso, camminate per una mezz’oretta circa sul sentiero Cai 632 fino alla bellissima panchina arancione.

C’è un progetto dietro alle panchine giganti sparse per l’Italia, opera di Chris Bangle, dal nome Big Bench Project.

Big Bench di Baiso in Appennino reggiano

Visto il successo, è stata realizzata addirittura un’ applicazione che si chiama Big Bench App che vi permette di scoprire i luoghi in cui si trovano le panchine giganti. Nell’ applicazione troverete un passaporto elettronico che vi permetterà di collezionare i francobolli a simbolo della vostra presenza sulle panchine. Vediamo chi ne colleziona di più.

Ci sono altre due panchine giganti che vi segnalo nel territorio reggiano: quella rossa del Monte Fosola a Carpineti e la panchina gigante rosa a Ligonchio.

Panchina gigante di Baiso nell'appennino reggiano

Nei pressi di Baiso ci sono anche il borgo di Cassinago e gli splendidi calanchi, non perdetevi una visita in questa zona! Sono certa che rimarrete piacevolmente sorpresi dalle bellezze dell’Appennino reggiano: sono territori spesso sottovalutati e mi auguro di avervi trasmesso un pochino del loro fascino. Ringrazio Anita Lo Conte per aver condiviso con me alcune delle foto che vedrete in questo articolo, un contributo davvero prezioso.

Sono curiosa di sapere cosa vi ha colpito di questa zona e se avete in programma un itinerario qui, vi aspetto nei commenti.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Desirèe

    Ottimo lavoro amica! I tuoi consigli sono sempre fantastici! Prima o poi verrò pure io a vedere tutta quella bellezza da vicino! 🙂

    1. BECKY

      Grazie mille tesoro, ti aspetto a Reggio non appena si potrà!

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Rebecca Depietri

Sono Becky, sempre pronta a partire nei weekend! Sono alla ricerca costante dell'insolito durante il viaggio e amo perdermi! Sono una sostenitrice del concetto che, la mappa, non sia sempre un "salvavita"! Sono una inguaribile romantica e sognatrice e cerco di vedere le sfumature in ogni cosa!

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